DOLORI CHE INTERESSANO LE INSERZIONI DEI MUSCOLI ROTATORI ESTERNI DELL’ANCA


Parliamo soprattutto di due muscoli rotatori un po’ particolari, il piriforme e l’otturatore interno. In effetti, questi due muscoli presentano una particolarità comune, entrambi si inseriscono all’interno del bacino.

Muscolo piriforme: si inserisce sulla faccia anterolaterale dell’osso sacro, fra il secondo e il terzo forame sacrale anteriore, e sulla faccia interna del grande legamento sacro-sciatico. Da qui si dirige lateralmente anteriormente e inferiormente, attraversa la grande incisura ischiatica che divide in due spazi, superiore e inferiore, e congiunge la regione glutea. Si inserisce poi con un tendine sul bordo superiore del grande trocantere. Fa parte dei muscoli che formano la pelvi, per separare i visceri del bacino e la radice degli arti inferiori.
Muscolo otturatore interno: si inserisce intorno al forame ischio-pubico (vecchio forame otturato, dal quale prende il suo nome), e sulla faccia interna della membrana otturatrice, al legamento sacro-tuberale e alla membrana che lo ricopre. Il corpo muscolare, triangolare a base ventrale, si dirige posteriormente e lateralmente, poi si ripiega ad angolo giusto nella piccola incisura ischiatica, sul bordo posteriore dell’ischio, che funge da puleggia, ed è separato da una borsa sierosa. Va a terminare sulla faccia mediale del gran trocantere nella fossetta che porta il suo nome.

I dolori che interessano questi muscoli compaiono soprattutto nelle persone di età matura, specialmente di sesso femminile, dai cinquant’anni in su. In effetti a questa età il pavimento pelvico e il muscolo trasverso spesso non consentono più di mantenere una pressione addominale sufficiente.
“Dal momento che c’è una regione che lavora poco, e che subisce molti stiramenti, con il passare degli anni e le gravidanze che aggiungono pressione e distensioni, quando si fanno dissezioni su donne decedute intorno ai sessant’anni, spesso non si trovano più fibre muscolari ma della fibrosi. Questa struttura non permette più il movimento di far rientrare il basso ventre”1.
Questa età favorisce la diminuzione di pressione intra-addominale e favorisce la ptosi intestinale. Sarà facile evidenziare un’atonia del muscolo trasverso dell’addome: è sufficiente far tossire il soggetto. Se l’addome rientra, si potrà dire che il muscolo trasverso lavora bene. Se invece verrà spinto verso l’esterno, vorrà dire che esiste un’atonia e quindi un inizio di ptosi intestinale. Questa ptosi intestinale potrà perturbare il muscolo otturatore interno e/o il muscolo piriforme, che risponderanno a quest’aggressione con una messa in tensione delle loro fibre, ed eventualmente con un dolore sull’inserzione del loro tendine. Vediamo spesso questo quadro, evidenziato anche da una diminuzione della rotazione interna dell’anca, verificabile con il test della chiave.

Trattamento
Il trattamento prevede di normalizzare il cardine toraco-lombare che perturba la balistica diaframmatica2, mobilizzare il diaframma e la massa intestinale, e di fare una riequilibrazione viscerale, una manovra viscerale generale, una mobilizzazione delle anse intestinali e/o del sigmoide.

Descrizione delle manovre

Riequilibrazione viscerale
Si tratterà di appoggiare delicatamente le mani sull’addome del soggetto, sdraiato supino, e ascoltare se la massa viscerale è in equilibrio o tende a muovere da una parte più che dall’altra. In questo caso si eseguirà una mobilizzazione viscerale per far riprendere una normale mobilità. Lo stesso protocollo sarà ripetuto a livello del piccolo bacino al di sopra del pube. Un’altra tecnica consiste nel flettere le ginocchia del paziente e far dondolare il bacino da una parte all’altra, mentre una mano mobilizza la massa viscerale.



Manovra viscerale generale
Con questa manovra si mobilizza la massa viscerale verso l’alto.
Posizione del paziente: supino con il piano del lettino inclinato.
Posizione del praticante: dietro la testa del paziente dal lato destro.
Posizione delle mani: l’operatore posiziona le mani a cucchiaio sopra al pube, prendendo una riserva di pelle per avvolgere la massa viscerale.
Azione: si chiede al soggetto di inspirare e durante la fase espiratoria si traziona la massa viscerale verso l’alto. Durante il successivo atto inspiratorio si mantiene la posizione per trazionare ancora verso l’alto i visceri. Si ripete alcune volte questa manovra.



Manovra delle anse intestinali
Posizione del soggetto: supino con le ginocchia flesse.
Posizione dell’operatore: dietro la testa del soggetto dal lato destro.
Posizione delle mani: una a fianco all’altra a coppa, partendo dalla zona ombelicale e andando verso la zona inguinale per prendere riserva di pelle.
Azione: mobilizzare dolcemente la massa viscerale trazionandola in direzione craniale. Ripetere alcune volte.

Manovra sul sigmoide
Posizione del soggetto: supino con ginocchia flesse.
Posizione dell’operatore: in piedi a lato sinistro del lettino, all’altezza del bacino del soggetto.
Posizione delle mani: le dita di entrambe le mani sono collocate sul muscolo iliaco sinistro.
Azione: l’osteopata muove dolcemente le dita all’indietro per spingere il colon sigmoideo medialmente spostando verso l’ombelico, poi posiziona le sue dita sul lato mediale del sigmoide e lo traziona in direzione dell’anca del soggetto3.

Questo trattamento dovrà essere completato con esercizi che tendono a rinforzare, per ciò che sarà possibile, il muscolo trasverso dell’addome ed il pavimento pelvico.
Sono I nostri risultati clinici che ci hanno spinto a scrivere questo articolo, risultati positivi su dei soggetti che soffrono da mesi e a volte da anni.

1 DE GASQUET B. Abdominaux, arrêtez le massacre. Robert Jauze édit. 2005. (3) 32; tr. it., Addominali fermiamo il massacro. Edi-ermes Milano. 2015.
2 ALTIERI C. Biomeccanica Funzionale Dinamica. Trattamento osteopatico della colonna cervicale e toracica. Edi-ermes Milano. 2015. (7) 134.
3 HEBGEN E. Ostéopathie viscérale. Maloine Paris. 2005. (9) 156.