CAMPI DI APPLICAZIONE DELL’OSTEOPATIA BIOMECCANICA FUNZIONALE DINAMICA®

La particolarità dell’Osteopatia Biomeccanica Funzionale Dinamica® (BFD®) richiede, oltre alla conoscenza articolata dell’anatomia, della fisiologia articolare, della biomeccanica funzionale e della fisiologia deviata, anche la padronanza di una metodologia rigorosa, capace di discernere rapidamente l’origine esatta dello schema disfunzionale, di comprenderlo e di trattarlo a colpo sicuro. Questo implica che questa metodologia sia performante, capace cioè di condurre rapidamente l’operatore alla disfunzione primaria, che è sempre muta, e di comprendere la successione di eventi meccanici che hanno generato il motivo della visita del paziente. Ciò non è possibile se non quando la modalità di ragionamento e quindi l’insegnamento siano “sistemici” e non “analitici” e permettano di comprendere (o di escludersi dal sistema) rapidamente.



I tre cerchi dell’immagine rappresentano tre ambiti di intervento terapeutico di professionisti, le cui attività possono affiancarsi con differenti modalità di trattamento.
Si tratterà, dunque - con l’aiuto dell’anamnesi, dell’individuazione del tipo di dolore, della comprensione della modalità in cui si presenta e dell’esame clinico - di inquadrare il paziente in uno specifico ambito, al fine, come detto sopra, di trattarlo in osteopatia o eventualmente di autoescludersi dal fare il trattamento richiedendo approfondimenti.
Il primo ambito riguarda la patologia organica. Questa può essere dovuta a un fattore esterno (frattura a seguito di un trauma, virus eccetera) o a un agente interno (trasformazione biologica, degenerazione artrosica, poliartrite reumatoide, tumori eccetera). In questi casi è sempre presente un danno tissutale e questo, in generale, può essere messo in evidenza da esami complementari fatti dal paziente (radiografie, risonanza, TAC, analisi, elettromiografie eccetera) e da visite mediche precedenti. Le patologie organiche sono una prerogativa del medico e/o del fisioterapista. Infatti, tali figure sanitarie sono formate per conoscere e riconoscere tali patologie.
Il secondo ambito è rappresentato dalle disfunzioni biomeccaniche che implicano delle perdite di mobilità parziali o totali. Esse derivano da una “fisiologia deviata” e sono reversibili con trattamenti adeguati. Necessariamente, occorrerà conoscere le origini traumatiche e/o posturali della disfunzione al fine di ottenere un risultato che si mantenga nel tempo. Se il disordine è di origine traumatica diretta o compensatoria - eventi che possono provocare uno squilibrio - la metodologia permetterà di comprendere lo schema disfunzionale e di trattarlo in due/tre sedute al massimo. Se è presente una carenza posturale dovuta a un malfunzionamento di un recettore sensoriale, sarà importante una valutazione in team con altri professionisti come: oftalmologo, otorinolaringoiatra, dentista o podologo.
I disordini biomeccanici sono di pertinenza dell’Osteopatia BFD®.
Infine, il terzo ambito riguarda i disturbi psicobiofisici, chiamati dal mondo medico “disordini psicosociali”. Queste problematiche si manifestano sia dopo grossi traumi affettivi o emotivi o, più frequentemente, in seguito a costrizioni psicologiche quotidiane1.
Riteniamo che il vero campo di applicazione dell’Osteopatia BFD® sia quello dei disturbi biomeccanici, dove il trattamento osteopatico può essere in poco tempo risolutivo. Nel caso in cui il paziente manifesti altre problematiche, è necessaria una collaborazione di più figure professionali.

Claude Altieri e Giancarlo Carriere


1 LABORIT H. Eloge de la fuite. Folio 1976.